20 dic 2010

IASLOVAT, un "villaggio" al di fuori della realtà

Stiamo parlando di un comune della Romania, ubicato nel distretto di Suceava, nella regione storica della Moldavia, più precisamente nella Bucovina del Sud. Nell’antica valle dove esso si trova, a più di 400 m sopra il livello del mare, scorre l’omonimo torrente, il quale ha reso fertile il terreno favorendo sin da tempi antichi lo sfruttamento dei campi, tanto che la varietà del territorio a tratti pianeggiante ed a tratti collinare, ha permesso la coltivazione di diversi prodotti  quali patate, cavoli, cetrioli, grano, mais, orzo e avena, che grazie alla naturalità dei luoghi di piantagione, una volta a tavola rievocano sapori ormai dimenticati.

   Non meno importante è l’allevamento di bovini per quanto riguarda la produzione di carne e quello di pecore per il latte. Proprio per la ricchezza della terra l’agricoltura è da sempre l’attività principale nel villaggio; si pensi che i primi insediamenti risalgono al Paleolitico, come testimoniano numerosi ritrovamenti archeologici. Una particolarità locale è che l’acqua potabile arriva agli abitanti tramite pozzi scavati nei loro cortili.

E se in passato Iaslovat si mostrava solo come un paradiso di ricchezze naturali oggi è anche un luogo di fiabe, ricca di odore di pini e fiori di fieno, dove il tempo sembra essersi fermato, mantenendo in vita usi, costumi e mestieri di secoli addietro. Iaslovat è  anche terra di leggende, tra cui la più popolare è senz’altro quella che narra l’origine del suo nome: esso deriverebbe dalla frase rumena: “Iva Iazu lu”, che fa riferimento ad un gentiluomo di nome Iva che viveva in questa regione secoli addietro.
Le antichissime tradizioni popolari  sono tenute in vita  da  una ricca attività culturale e gli abitanti vi prendono attivamente parte. Un altro punto di forza di questa piccola cittadina è la squadra di danza maschile che ha partecipato a diverse manifestazioni famose in patria e all’estero aggiudicandosi i trofei più importanti.
Gli abitanti dal carattere affabile e disponibile, sono sempre pronti ad accogliere chiunque con gioia, così il turista che vi soggiorna troverà un clima familiare e  avrà inoltre la possibilità di visitare luoghi di alto interesse storico-culturale e  paesaggistico.  A questo proposito sono da segnalare le cittadine di Câmpulung Moldovenesc e Vatra Dornei  nella valle del fiume Moldava, che hanno una qualche rinomanza come stazioni climatiche e che sono facilmente raggiungibili percorrendo la superstrada DNK2 che taglia la città da nord a sud e che consente collegamenti veloci con altri comuni della contea di Suceava. La regione della valle è affascinante poichè ricca di foreste. È possibile visitare su appuntamento la miniera di sale di Cacica ( 20 km da Iaslovat), tuttora in attività, dove vengono prodotte circa 50.000 tonnellate/anno di  cloruro di sodio; la miniera ha vari spazi sotterranei comprendenti una chiesa, un ristorante (attualmente in attività solo per ricevimenti) ed una piscina salata. Sul territorio ci sono alcune fabbriche di scarpe, prodotti alimentari, prodotti biologici (latte e formaggio) e aziende che lavorano il legno (Fabbrica Egger). Grazie all’aeroporto civile della vicina Salcea,  Iaslovat  è  facilmente raggiungibile, da qui partono collegamenti regolari con Bucarest e Bacău  da dove poi vengono assicurate tratte internazionali con molti paesi europei. Nei dintorni di Iaslovat ci sono chiese e monasteri che fanno parte del patrimonio mondiale dell’UNESCO. Degne di nota sono la chiesa di San Giorgio, costruita nel 1522 e facente parte del gruppo delle Chiese dipinte della Moldavia settentrionale, ed il monastero di Voronet , il quale vanta  la particolarità di essere affrescato all’ esterno.

Tra le chiese ortodosse rumene situate nelle vicinanze di Iaslovat,  di grande bellezza è la Chiesa della Sacra Croce di Pătrăuţi rimasta immutata nella sua struttura originale. Di grande interesse culturale sono il museo storico, il museo etnografico Hanul Domnesc ed il museo di scienze naturali situati nella vicina Suceava.

Nadia Valentina Frojo

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